Storie di Viaggio: racconti in movimento

Dove ogni curva apre nuovi orizzonti e ogni strada è una scoperta

Storie di viaggio è la rubrica Mistral Special Parts dedicata agli incredibili racconti on the road dei nostri clienti. Oggi vi portiamo con noi in un viaggio speciale sulle due ruote insieme a @valentoinmoto. Tra strade aperte, curve emozionanti e panorami da mozzare il fiato, scopriremo storie che nascono dal rombo del motore e dal vento sulla pelle. Preparatevi a vivere con noi esperienze autentiche e momenti che solo chi ama viaggiare in moto può davvero capire.

Ci racconti un po’ di te e di come hai iniziato a viaggiare in moto? Quanto tempo fa?

Ho iniziato a viaggiare in moto intorno ai 26-27 anni, quando ho comprato la mia prima moto: una Kawasaki Eliminator 252. Era un mezzo che si teneva su con fil di ferro e nastro americano, ma mi ha regalato un’infinità di emozioni. All’inizio facevo solo piccoli viaggi, completamente inesperto, esplorando tutti i posti vicino casa. Con il tempo ho scoperto il piacere di percorrere chilometri su chilometri, assaporando una guida lenta, complice anche la mia moto, che di certo non brillava per velocità. Eppure, proprio questa andatura rilassata mi ha permesso di godere davvero di ogni strada percorsa. Non ho ancora affrontato grandi viaggi, ma quello che più mi entusiasma è continuare a macinare chilometri, alla scoperta di nuovi posti, con la stessa curiosità di quando ho iniziato.

Con che moto viaggi oggi?

La moto che ho attualmente e che uso per piccoli viaggi è una Moto Guzzi V7 Stone del 2022. In passato ho già avuto una Moto Guzzi, una Breva 1100, che però mi ha dato così tanti problemi da costringermi a venderla per disperazione. Eppure, l’amore per Moto Guzzi non è mai svanito, tanto che, alla fine, ne ho comprata un’altra!!!

Il tuo primo viaggio in moto?

Il mio primo viaggio in moto fu da Salerno, dove vivo, ad Avellino, per visitare il Lago Laceno. Oggi ci arrivo in poco più di un’ora, ma allora mi sembrò un’avventura incredibile. Impostai Google Maps escludendo le autostrade e mi ritrovai a percorrere solo strade interne. Finì così per addentrarmi tra le montagne dell’Avellinese, in un paesaggio selvaggio e avvolgente. Le strade erano umide, i tornanti stretti, e l’idea di trovarmi così immerso nella natura, lontano da tutto, fu allo stesso tempo spaventosa ed emozionante. Quel viaggio durò un’ora, forse un’ora e mezza, ma a me sembrò infinito. Mi aveva preso tutto: il mio tempo, le mie energie, il mio cuore.

Come prepari la tua moto prima di una partenza? Come scegli l’equipaggiamento giusto?

Per i piccoli viaggi, la prima cosa che preparo è una bottiglietta d’acqua e un panino da mangiare. Per i viaggi più lunghi, invece, mi organizzo meglio: porto sicuramente una felpa nel caso dovesse fare freddo, guanti adatti alla stagione, sia più invernali che più estivi. Non manca mai un power bank, che in realtà mi è servito poche volte, forse una su cento, ma credo che sia fondamentale per mantenere carichi il cellulare e gli altri dispositivi elettronici. E, infine, non può mai mancare l’interfono carico, perché adoro viaggiare ascoltando la mia musica preferita.

Puoi descrivere un viaggio memorabile che hai fatto? C’è un momento in particolare che ricordi con affetto o che ti ha lasciato un segno indelebile?

Il viaggio più memorabile che ho fatto è durato due giorni, dormendo in tenda. È stato sia il più bello che il più negativo. Il più bello perché sono partito da Salerno e ho percorso buona parte della Campania su strade interne, tutte curve, tanto che alla fine della giornata avevo il mal di testa per tutte le svolte che avevo fatto. Poi, sono arrivato nel cuore della Basilicata, dove, insieme a due amici, ci siamo accampati in tenda per passare la notte. Il giorno dopo, abbiamo proseguito il nostro viaggio, attraversando metà Basilicata, un po’ di Campania, e infine siamo tornati a casa. È stato bellissimo partire con la moto carica, percorrere strade sconosciute senza una meta precisa, e poi accamparsi sempre con la tenda per ripartire l’indomani.
Quel viaggio mi ha dato davvero un grande senso di libertà e di avventura. Spero di poter ripetere la stessa esperienza con la mia nuova moto. Purtroppo, c’è da dire che è molto importante trovare dei buoni compagni di viaggio. Se le persone sono troppo diverse tra loro, anche il viaggio più bello può trasformarsi in un’esperienza molto frustrante.

Ci sono cose che avresti voluto sapere prima di iniziare a viaggiare in moto? Che consigli ti senti di dare? 

l consiglio che mi sento di dare è di prendersi il proprio tempo: non correre, né con i tempi, né con l’esperienza, né con la moto. È importante capire la propria velocità e trovare la propria dimensione di viaggio. Se si ha una persona fidata con cui partire, affidarsi a lei e lasciarsi anche un po’ condurre può essere un buon modo per crescere insieme e fare esperienza. Non bisogna avere paura di affrontare anche gli aspetti negativi del viaggio, perché molte cose che ho imparato, come oggetti che avrei dovuto portare ma che non avevo, le ho capite solo dopo averle vissute. In fin dei conti, anche le piccole difficoltà fanno parte dell’esperienza. Godersi ogni aspetto del viaggio, anche quelli meno perfetti, significa assaporare appieno l’avventura. Alla fine, si è tra virgolette soli con la propria moto, in un mondo così vasto e bello da esplorare e vivere.

Quali sono i tuoi prossimi progetti o sogni legati ai viaggi in moto?  

Il mio prossimo progetto, ma anche sogno, è di andare in Abruzzo, girarmelo magari per due giorni e dormire in tenda. Vorrei farlo da solo, anche se mi spaventa un po’, quindi spero di fare più esperienze in tenda prima di partire per l’Abruzzo. Questo viaggio sarà un modo per vivere appieno la mia esperienza in moto, sentire il mio ritmo, la mia velocità, e attraversare tutti i momenti emotivi di un viaggio del genere. Un giorno, magari più in là, vorrei affrontare un viaggio ancora più impegnativo, sempre da solo, per assaporare ancora di più quella sensazione di libertà e introspezione che solo la moto può darmi.


Non sempre serve andare lontano per sentirsi altrove: a volte basta una moto, una strada e la voglia di lasciarsi sorprendere. Con @valentoinmoto abbiamo condiviso strade, emozioni e frammenti di vita vissuta in sella.
Ogni viaggio è un invito a rallentare, osservare e riscoprire il mondo con occhi nuovi. Perché spesso è proprio nei dettagli, un incontro, un tramonto, una curva presa nel silenzio, che si nasconde la parte più autentica del viaggio. Siete pronti per la prossima avventura?

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